grammatica italiana

Gli aggettivi qualificativi

L’aggettivo qualificativo descrive alcune caratteristiche di un oggetto, di una persona o di un animale ed in grado di stabilire di cosa stiamo parlando nello specifico.
Es. La camicia è gialla (damo maggiori informazioni sull’oggetto).
La camicia gialla è di mia mamma (proprio quella camicia e non un’altra).




Gli aggettivi qualificativi sono parti variabili del discorso, per questo motivo vanno sempre accordati in genere e in numero con il termine a cui si riferiscono. Esistono però alcuni aggettivi che rimangono invariati nella forma sia al singolare che al plurale, sia al femminile che al maschile.

Es. Una casa blu.
Cinque uccellini blu.

Se fanno parte del gruppo del verbo svolgono una funzione logica predicativa, se invece fanno parte del gruppo del nome hanno funzione attributiva. Come abbiamo visto nella sezione “aggettivi”, in base alla posizione gli aggettivi qualificativi sono in grado di mutare il significato della frase fornendo sfumature spesso impercettibili ma concrete.

L’Accademia della Crusca approfondisce questo argomento qui:

http://www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=4299&ctg_id=93

Anche gli aggettivi qualificativi, come i nomi, possono essere primitivi o derivati.

Es. Ho un bel cane (bello = primitivo).

È un cielo burrascoso (burrascoso = derivato da “burrasca”).

Esistono poi aggettivi qualificativi alterati e composti.

Es. Il mio cane è un simpaticone (simpaticone = alterato, accrescitivo).

Ho cucinato un piatto agrodolce (agrodolce = composto da due aggettivi: agro+dolce).

L’aggettivo di per sé è di grado positivo, ma se messo in relazione con un’altra qualità di un altro elemento può assumere il grado di comparativo. Il comparativo può essere di maggioranza (Marisa è più alta di Mario), di uguaglianza (Marisa è alta quanto Mario), di minoranza (Maria è meno alta di Mario).

Se invece l’aggettivo qualificativo viene utilizzato per esprimere un grado di qualità molto elevato si dice superlativo. Il superlativo può essere assoluto, se non vengono fatti confronti con altri oggetti, animali, persone (Il mio cane è bellissimo; è bellissimo in assoluto), se invece esiste un confronto relativo a un insieme di cose, persone, animali allora si dirà superlativo relativo (Il mio cane è il più bello; il più bello di questi che vedo, ad esempio). Il superlativo assoluto si forma aggiungendo il suffisso -issimo/a/i/e oppure facendo precedere all’aggettivo prefissi o avverbi di quantità (molto, assai, super, ultra, stra, arci…). È anche possibile ripetere due volte l’aggettivo per ottenere il superlativo assoluto (Sono felice felice!).

Alcuni aggettivi qualificativi, infine, presentano forme del comparativo e del superlativo irregolari perché derivate direttamente dal latino (es. buono à comparativo  di maggioranza = migliore; superlativo assoluto = ottimo). Consultate il vocabolario per eventuali dubbi.

Rossella Monaco


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