grammatica italiana

Il soggetto

Il soggetto fa parte della frase minima insieme al predicato e ne completa il significato concordando con esso in genere e in numero. Può essere soggetto un sostantivo, una frase intera (soggettiva, vedi pagina dedicata), un pronome, un avverbio, un aggettivo sostantivato e qualsiasi altra parte del discorso.





Es. I cattivi vincono sempre.
Il perché non te lo dico.
Giocare è divertente.
Dieci è un numero.

Non sempre il soggetto è al primo posto nella frase, può essere in qualsiasi posizione prima o dopo il verbo.

Es. Di solito mangia Luca.

A volte il soggetto può anche non comparire all’interno della frase e in quel caso diremo che è un soggetto sottinteso, designabile eventualmente con un pronome personale a partire dalla voce verbale.

Es. Giochiamo (noi = sottinteso).

Fino ad ora abbiamo parlato del soggetto grammaticale ma esiste anche un altro tipo di soggetto: il soggetto logico. Il soggetto grammaticale e il soggetto  logico a volte coincidono, come nella frase “Luca balla il liscio”, ma a volte i due possono anche essere diversi come nella frase passiva “La pasta è stata cucinata da Mario”. In questa frase, infatti, il soggetto grammaticale è “la pasta” mentre il soggetto logico, cioè colui che ha compiuto l’azione (l’agente) è Mario.

Attenti però a non fare confusione! Nell’analisi logica bisogna sempre trovare il soggetto grammaticale quindi la funzione sintattica, e “da Mario” sarà complemento d’agente e non soggetto, anche se semanticamente (a livello di significato) lo è!

Insieme al soggetto si accompagnano a volte gli attributi e le apposizioni.

L’attributo è un aggettivo che si unisce a un nome per determinarlo o qualificarlo. Tutti gli aggettivi sono attributi nell’analisi logica. L’attributo può unirsi al soggetto ma anche alle altre parti del discorso (complementi, predicati, ecc.).

Es. La casa gialla s’ergeva su un alto sperone di roccia scura.

L’apposizione è un nome che si associa a un altro nome nell’atto di specificarlo, di meglio denominarlo. Le sue funzioni sono dunque le stesse di quelle dell’attributo. L’apposizione può essere semplice (una sola parola) o composta (più parole), preceduta talvolta dalla preposizione “da”, dalla congiunzione “come” o dalla locuzione “in qualità di” e simili.

Es. Il dottor Freud ha scritto riflessioni importanti.

Pascoli, sommo poeta, ha scritto poesie bellissime.

Pirandello, come sceneggiatore teatrale, è conosciuto più di altri.

Attenzione a non confondere l’apposizione con i complementi predicativi del soggetto e dell’oggetto! Per cancellare ogni dubbio visitate la pagina dedicata.

Rossella Monaco


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