grammatica italiana



Indice

Ortografia della lingua italiana

I segni di interpunzione

L’uso del punto fermo

L'uso della virgola

Il punto e virgola

I due punti

Punto interrogativo

Punto esclamativo

L’uso dei tre puntini

Uso delle parentesi



Uso delle virgolette

D eufonica

Maiuscole

Elisione

Troncamento

L’uso degli accenti


Analisi grammaticale

Il sostantivo

Nomi comuni

Nomi propri

Nomi collettivi

Nomi concreti

Nomi astratti

Nomi alterati

Nomi numerabili

Nomi non numerabili

Nomi difettivi

Nomi sovrabbondanti

L'avverbio

Aggettivi



Pronomi

Pronome personale

Pronome possessivo

Pronome dimostrativo

Pronome relativo



Gli articoli


Articolo determinativo

Articolo indeterminativo



Il verbo

Verbi transitivi

Verbi intransitivi

I verbi ausiliari

I verbi impersonali


Modi verbali

Indicativo

Imperativo

Condizionale

Congiuntivo

Infinito

Participio

Gerundio



Preposizioni

Preposizioni articolate

Congiunzioni

Le interiezioni



Analisi logica


Soggetto

Predicato verbale

Predicato nominale



Complementi

Complemento oggetto



Analisi del periodo

Proposizione semplice

Proposizione semplice ellittica

Proposizione complessa

Proposizione complessa ellittica

Proposizione composta

Proposizioni subordinate

Proposizioni correlative

Incidente

Uso delle virgolette




Le virgolette possono essere basse «» (caporali o all’italiana), alte “ ” (all’inglese), oppure singole ‘ ’ (apici). I caporali prendono la denominazione “all’italiana” perché sono i più utilizzati nella nostra lingua, mentre nei testi in inglese è meglio utilizzare il secondo tipo. In Germania le virgolette sono come le nostre, ma al contrario: »puntano«  la parola.


A prescindere dal Paese è bene ricordare che nonostante molti si ingarbuglino nell’utilizzo di queste tre varianti, in realtà non esistono regole precise. Le norme dipendono dalle case editrici che di volta in volta scelgono la soluzione da adottare, per cui anche in Italia potremmo trovare le virgolette all’inglese, per introdurre il discorso diretto.

In generale possiamo dire che le virgolette possono avere la funzione di:

  • aprire un discorso diretto (Maria disse: «Mi passi lo zucchero?»);

  • riportare una citazione letterale (Coelho ha affermato: «A questo mondo nulla accade per caso»);
  • delimitare un termine inteso in senso ironico o distaccato o una traduzione di un termine già in lingua originale (Maria mi ha detto che siete “fidanzati” - Il verbo essere in inglese si traduce “to be”);
  • racchiudere il nome di riviste, quotidiani o il nome proprio di mezzi di trasporto, titoli di libri o programmi (Ho acquistato “la Repubblica” - Il “Titanic” è partito nel 1912);
  • mettere in rilievo voci dialettali o neologismi, termini gergali o stranieri non di uso quotidiano, anche se spesso è possibile utilizzare il corsivo (Queste verdure si chiamano ‘friarielli’).

La punteggiatura va sempre all’esterno delle virgolette a meno che non si tratti di un periodo concluso (vedi il caso del punto di domanda).

Carlo mi chiese: «Sei sicuro?» 

Nel caso di inclusioni di virgolette all’interno di altri virgolettati la gerarchia vuole che i caporali siano seguiti dalle virgolette alte e successivamente dagli apici.

Carlo scrisse: «Maria guardò l’uscio, poi urlò: “Aiuto! Gli ‘amici’ voglion farmi del male”».

Rossella Monaco


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