grammatica italiana

Il Troncamento




Il troncamento (o apocope) è la caduta di una vocale o di una sillaba atona di una parola sia se seguita da vocale sia se seguita da consonante. Al posto della vocale caduta in genere non va l’apostrofo, come invece accade per l’elisione.





Il troncamento è obbligatorio:

  1. Con l’articolo indeterminativo uno e i suoi derivati (ciascuno, ognuno, alcuno…). Nel caso in cui la parola che segue inizi per s impura, x, z, gn, ps, pn, sc non si pratica, stessa cosa con i, y e j seguite da vocale
  2. Nell’espressione qualcun altro
  3. Con santo se seguito da consonante (san Francesco)
  4. Con quale davanti al verbo essere (Qual è)
  5. Con buono, quello e bello davanti a consonante, anche in questo caso se la parola che segue inizia per s impura, x, z, gn, ps, pn, sc non si pratica (Buon anno!), stessa cosa con i, y e j seguite da vocale
  6. Con i nomi signore, dottore, professore, frate, suora e altri indicanti status o professione se seguiti dal nome proprio (suor Maria, fra Costantino, professor Bellis…). In questo caso il troncamento si può fare anche se segue una s impura (dottor Scavolini)

È invece facoltativo nei seguenti casi:

  1. Con l’aggettivo grande se seguito da consonante (Hai un gran cappello!)
  2. Con tale e quale (Quale/Qual personaggio interpreti?). Si preferisce comunque l’uso di tale e quale senza troncamento tranne in casi particolare come la qual cosa oppure con il verbo essere (vedi sopra).

Attenzione! Esistono dei troncamenti che vengono segnalati con l’apostrofo, segno che di norma contraddistingue l’elisione. Sono solo delle eccezioni per cui non fatevi confondere.  È il caso di: po’ per “poco”; mo’ per “modo”; be’ nel senso di “bene”; sta’, va’, di’, fa’, da’  rispettivamente imperativi di  stare, andare, dire, fare, dare; alcune forme arcaiche come ne’ per “nei” oppure de’ in luogo della preposizione articolata “dei”.


Un trucco per non avere dubbi su troncamento ed elisione consiste nell’anteporre la parola troncata a un’altra che inizia per consonante. Se l’abbinamento è corretto vuol dire che si tratta di un troncamento altrimenti va messo l’apostrofo perché si tratta di elisione.


Es. Abbiamo scritto: Un’alzatina. Siamo però in dubbio se mettere o meno l’apostrofo, basta prendere un’, privarlo dell’apostrofo, scegliere una parola dello stesso genere, in questo caso femminile, ma iniziante per consonante come “lacca” e anteporgli l’articolo. Un lacca non è corretto per cui si tratta effettivamente di elisione con l’apostrofo! È la stessa regola per cui scriviamo qual è e non qual’è, perché si può dire per esempio qual principio.


Ma la questione non è finita qui. Siccome l’ortografia è più che altro una convenzione, la disputa sulla grafia corretta di qual è è ancora aperta, anche se le principali grammatiche indicano come corretto il troncamento, molti articoli di giornale e persino le opere di alcuni scrittori come Tommaso Landolfi e Bonaventura Tecchi includono qual’è con l’apostrofo, a volte per scelta a volte per distrazione. Consigliamo per le ragioni sopracitate di utilizzare qual è.

Rossella Monaco


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