grammatica italiana

Le congiunzioni




La congiunzione ha lo scopo di unire due parti della stessa proposizione oppure due proposizioni distinte a formare un’unica frase.






Esistono diverse forme di congiunzione. Quelle costituite da una sola parola (anzi, ma, e, o, se, come, quando, anche…) sono dette semplici, quelle formate dalla combinazione di due parole (poiché, anziché, perché, oppure, nonché, siccome, purché…) vengono definite composte, infine le congiunzioni che si compongono di due o più parole discinte (dal momento che, anche se, non appena, dopo che, nonostante che, per quanto…) si dicono locuzioni congiuntive.

Per quanto riguarda la funzione, la congiunzione può essere di due tipi:

  1. Coordinativa, lega gli elementi di una proposizione o due proposizioni e li pone sullo stesso piano logico.
  2. Subordinativa, collega due proposizioni stabilendo un rapporto di dipendenza. La proposizione introdotta dalla congiunzione sarà subordinata alla reggente.

In base al legame che costruiscono tra le parti, le congiunzioni coordinative possono essere di diversi tipi:

  1. Copulative, accostano due elementi dello stesso valore (e, anche, né, pure, neppure…)
  2. Avversative, collegano due elementi che si contrappongono (ma, tuttavia, però, piuttosto, eppure, anzi, peraltro…)
  3. Disgiuntive, come dice la parola stessa disgiungono, separano logicamente due parti del discorso o propongono un’alternativa (o, oppure, ovvero, ossia, altrimenti…)
  4. Correlative, creano una corrispondenza tra le parti (e…e, non solo…ma anche, sia…sia, o…o, né…né, tanto…quanto, così…come, sia…che, ecc.)
  5. Conclusive, indicano una conclusione (ebbene, quindi, dunque, perciò, pertanto, allora…)
  6. Aggiuntive, hanno la funzione di aggiungere qualcosa a ciò che si è già detto (anche, inoltre, per di più, altresì, ancora, pure…)
  7. Dichiarative (o esplicative o dimostrative), precisano, esplicitano un’idea, dimostrano o forniscono una spiegazione (cioè, vale a dire, infatti, ossia, invero, voglio dire…).

Le congiunzioni subordinative possono invece assumere funzione:

    1. Finale, introducendo una proposizione finale esplicita, indica lo scopo (affinché, perché, ché…)
    2. Consecutiva, introducendo la conseguenza di ciò che è stato esplicitato nella reggente (così…che, tanto…che, ecc.)
    3. Causale, indicante la causa (poiché, perché, dal momento che, siccome, giacché, dato che…)
    4. Relativa, indicante il luogo (dove…)
    5. Temporale, specificando il tempo in cui avviene un’azione (mentre, ogni volta che, quando, finché, prima che, dopo che, come, allorché, appena, fino a quando…)
    6. Dichiarativa, introducendo una dichiarazione o un’oggettiva (che, come…)
    7. Condizionale, introducendo una condizione perché si avveri ciò che è stato espresso nella reggente (purché, nel caso che, a condizione che, qualora, se, casomai, premesso che, sempre che, a meno che, a patto che, ove…)
    8. Concessiva, introducendo una proposizione concessiva che va sempre costruita con il congiuntivo (benché, sebbene, seppure, per quanto, nonostante che, malgrado che, quantunque, anche se, per quanto, con tutto che…)
    9. Comparativa, ponendo un rapporto che può essere di maggioranza, minoranza o uguaglianza (più…che, meno…che, tanto…quanto, più…di, peggio…che, ecc.)
    10. Modale, indicando il modo (come, come se, quasi che, comunque, come quando…)
    11. Avversativa, esprimendo contrasto tra le parti (quando, mentre, laddove…)
    12. Limitativa (o eccettuativa o esclusiva), indicando una limitazione rispetto alla reggente (tranne che, eccetto che, salve che, fuorché, per quanto…)
    13. Interrogativa, che introduce una proposizione interrogativa indiretta (quando, perché, come, se…)
    14. Dubitativa, che esprime il dubbio, l’ipotesi (se, che…)


      Rossella Monaco

    Condividi