grammatica italiana

Analisi grammaticale


La morfologia studia le parole prese singolarmente, la loro forma. Fare l’analisi grammaticale vuol dire scomporre una frase e analizzare le singole parole in base alla loro categoria grammaticale.
Le parti del discorso sono nove: 5 sono variabili (nome, aggettivo, verbo, articolo, pronome) e 4 invariabili (congiunzioni, interiezioni, preposizioni e avverbi). Nell’analisi grammaticale sono proprio queste parti ad essere individuate e nel caso delle forme variabili bisogna indicare anche il genere, il numero e la coniugazione per i verbi.






Per quanto riguarda l’analisi delle parti invariabili, solitamente più semplice, dobbiamo stabilire:

  1. Per l’avverbio: indicare prima di tutto se è un avverbio o una locuzione avverbiale formata da più parole, in seguito individuare il tipo di avverbio, la funzione che svolge, se esso è di tipo qualificativo (di modo) o determinativo (di tempo, di luogo ecc…), dopodiché, come per gli aggettivi, indicare il grado di comparazione (positivo, comparativo, superlativo).

  2. Per l’interiezione: indicare se è propria, cioè sempre e solo utilizzata come interiezione, o impropria, cioè ricavata da altri parti del discorso (avverbi, locuzioni…) a indicare un’esclamazione.

  3. Per la congiunzione: indicare se è semplice, composta o è una locuzione congiuntiva e poi specificarne la funzione, coordinativa o subordinativa, e il tipo (temporale, causale, avversativa, aggiuntiva ecc…).

  4. Per la preposizione: è necessario prima di tutto indicare se propria o impropria, come nel caso dell’interiezione, se è propria distinguere tra semplice e articolata. Se articolata indicare da quale preposizione semplice e da quale articolo è composta.

Per condurre una buona analisi grammaticale delle parti variabili del discorso c’è bisogno invece di maggiore concentrazione per evitare di dimenticare i diversi passaggi:

  1. Per il nome: innanzitutto bisogna capire se si tratta di un nome proprio o di un nome comune e se è di persona, animale o cosa. Per quanto riguarda la morfologia, nel caso si tratti di un nome comune bisognerà indicare genere (maschile, femminile) e numero (singolare, plurale), se è primitivo o derivato da qualche altro nome, se è alterato (vezzeggiativi, diminutivi, accrescitivi) e/o composto. Infine occorre segnalare se è un nome astratto o concreto, individuale o collettivo.

  2. Per l’aggettivo: indichiamo prima di tutto se è qualificativo, se indica cioè una qualità del nome a cui è accompagnato, o determinativo, che ne determina il significato. Nel caso in cui si tratti di aggettivo qualificativo bisogna specificarne il grado (positivo, comparativo di maggioranza, minoranza o uguaglianza e superlativo assoluto o relativo), il genere e il numero. Se si tratta invece di un aggettivo determinativo bisogna indicarne il tipo (possessivo, numerale, dimostrativo ecc…), il genere e il numero.

  3. Per l’articolo: distinguere tra determinativo, indeterminativo e partitivo e indicare in seguito genere e numero.

  4. Per il pronome: specificare la categoria (personale, dimostrativo, relativo, indefinito ecc…), il genere e il numero. Nel caso si tratti di pronome personale indicare la persona (I,II,III) e il numero.

  5. Per il verbo: va scritta prima di tutto la voce del verbo all’infinito poi seguono la coniugazione, il modo verbale, il tempo e la persona.

Approfondiremo tutte queste nozioni nelle pagine dedicate.



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