grammatica italiana



Indice

Ortografia della lingua italiana

I segni di interpunzione

L’uso del punto fermo

L'uso della virgola

Il punto e virgola

I due punti

Punto interrogativo

Punto esclamativo

L’uso dei tre puntini

Uso delle parentesi



Uso delle virgolette

D eufonica

Maiuscole

Elisione

Troncamento

L’uso degli accenti


Analisi grammaticale

Il sostantivo

Nomi comuni

Nomi propri

Nomi collettivi

Nomi concreti

Nomi astratti

Nomi alterati

Nomi numerabili

Nomi non numerabili

Nomi difettivi

Nomi sovrabbondanti

L'avverbio

Aggettivi



Pronomi

Pronome personale

Pronome possessivo

Pronome dimostrativo

Pronome relativo



Gli articoli


Articolo determinativo

Articolo indeterminativo



Il verbo

Verbi transitivi

Verbi intransitivi

I verbi ausiliari

I verbi impersonali


Modi verbali

Indicativo

Imperativo

Condizionale

Congiuntivo

Infinito

Participio

Gerundio



Preposizioni

Preposizioni articolate

Congiunzioni

Le interiezioni



Analisi logica


Soggetto

Predicato verbale

Predicato nominale



Complementi

Complemento oggetto



Analisi del periodo

Proposizione semplice

Proposizione semplice ellittica

Proposizione complessa

Proposizione complessa ellittica

Proposizione composta

Proposizioni subordinate

Proposizioni correlative

Incidente

Analisi grammaticale


La morfologia studia le parole prese singolarmente, la loro forma. Fare l’analisi grammaticale vuol dire scomporre una frase e analizzare le singole parole in base alla loro categoria grammaticale.
Le parti del discorso sono nove: 5 sono variabili (nome, aggettivo, verbo, articolo, pronome) e 4 invariabili (congiunzioni, interiezioni, preposizioni e avverbi). Nell’analisi grammaticale sono proprio queste parti ad essere individuate e nel caso delle forme variabili bisogna indicare anche il genere, il numero e la coniugazione per i verbi.






Per quanto riguarda l’analisi delle parti invariabili, solitamente più semplice, dobbiamo stabilire:

  1. Per l’avverbio: indicare prima di tutto se è un avverbio o una locuzione avverbiale formata da più parole, in seguito individuare il tipo di avverbio, la funzione che svolge, se esso è di tipo qualificativo (di modo) o determinativo (di tempo, di luogo ecc…), dopodiché, come per gli aggettivi, indicare il grado di comparazione (positivo, comparativo, superlativo).

  2. Per l’interiezione: indicare se è propria, cioè sempre e solo utilizzata come interiezione o impropria, cioè ricavata da altri parti del discorso (avverbi, locuzioni…) a indicare un’esclamazione.

  3. Per la congiunzione: indicare se è semplice, composta o è una locuzione congiuntiva e poi specificarne la funzione, coordinativa o subordinativa, e il tipo (temporale, causale, avversativa, aggiuntiva ecc…).

  4. Per la preposizione: è necessario prima di tutto indicare se propria o impropria, come nel caso dell’interiezione, se è propria distinguere tra semplice e articolata. Se articolata indicare da quale preposizione semplice e da quale articolo è composta.

Per condurre una buona analisi grammaticale delle parti variabili del discorso c’è bisogno invece di maggiore concentrazione per evitare di dimenticare i diversi passaggi:

  1. Per il nome: innanzitutto bisogna capire se si tratta di un nome proprio o di un nome comune e se è di persona, animale o cosa. Per quanto riguarda la morfologia, nel caso si tratti di un nome comune bisognerà indicare genere (maschile, femminile) e numero (singolare, plurale), se è primitivo o derivato da qualche altro nome, se è alterato (vezzeggiativi, diminutivi, accrescitivi) e/o composto. Infine occorre segnalare se è un nome astratto o concreto, individuale o collettivo.

  2. Per l’aggettivo: indichiamo prima di tutto se è qualificativo, se indica cioè una qualità del nome a cui è accompagnato, o determinativo, che ne determina il significato. Nel caso in cui si tratti di aggettivo qualificativo bisogna specificarne il grado (positivo, comparativo di maggioranza, minoranza o uguaglianza e superlativo assoluto o relativo), il genere e il numero. Se si tratta invece di un aggettivo determinativo bisogna indicarne il tipo (possessivo, numerale, dimostrativo ecc…), il genere e il numero.

  3. Per l’articolo: distinguere tra determinativo, indeterminativo e partitivo e indicare in seguito genere e numero.

  4. Per il pronome: specificare la categoria (personale, dimostrativo, relativo, indefinito ecc…), il genere e il numero. Nel caso si tratti di pronome personale indicare la persona (I,II,III) e il numero.

  5. Per il verbo: va scritta prima di tutto la voce del verbo all’infinito poi seguono la coniugazione, il modo verbale, il tempo e la persona.

Approfondiremo tutte queste nozioni nelle pagine dedicate.



Condividi