grammatica italiana

Pronome personale




I pronomi personali sostituiscono i nomi propri o comuni di persona, cosa e animale a cui si riferiscono. Essi possono avere funzione di soggetto, di complemento diretto o di complemento indiretto.
Es. Lei è molto bella ma preferisco te

Lei è pronome personale soggetto, mentre te, in base alla funzione logica (Vedi analisi logica) è pronome personale complemento (diretto o oggetto).






Di seguito una tabella dettagliata dei pronomi personali.

  Soggetto    Complemento diretto  Complemento indiretto
1° pers.sing. Io Me/Mi Me/Mi
2° pers. sing. Tu Te/Ti Te/Ti
3° pers.sing. Egli/Ella/Esso/Essa/Lei/Lui  Lui/Lei/Esso/Essa/Lo/La/Si  Lui/Lei/Esso/Essa/Gli/Le/Ne/Sé                
1° pers.plur. Noi Noi/Ci   Noi/Ci
2° pers.plur. Voi Voi/Vi  Voi/ Vi
3° pers.plur Essi/Esse/Loro Essi/Esse/Loro/Le/Li/Si  Essi/Esse/Loro/Ne/Sé

                                  

Nella tabella sono indicate sia le forme forti (o toniche) del pronome personale sia le forme deboli (o atone), queste ultime in rosso. Bisogna fare ben attenzione a non confondere il complemento diretto con il complemento indiretto.

Ma vediamo qualche esempio.

Es. Ci ha visti scendere le scale (Ci = complemento diretto, 1° pers.plur.)
Ci hanno telefonato ieri (Ci = complemento indiretto, 1° pers.plur.)
Le ho chiamate ieri (Le = complemento diretto, 3° pers.plur.)
Le ho telefonato ieri (Le = complemento indiretto, 3° pers.sing.)

Mi, ti, ci, vi, si sono anche dette particelle pronominali perché non hanno significato senza il verbo. Quando incontrano lo, la, ne e le si devono trasformare in: me, te, ce, ve, se.

Ne è pronome personale solo quando significa “di quella cosa”, “di quella persona” altrimenti è un avverbio di luogo. Attenzione a distinguere con chiarezza l’uno e l’altro caso.

Es. Me ne vado (Io vado via da qui)
Me ne parli (Mi parli di questa cosa)

Anche Ci e Vi a volte funzionano da avverbio di luogo.
Es. Ci sono tante persone

Gli può anche unirsi con lo, la, li, le e ne ottenendo le forme: glielo, gliela, glieli, gliele e gliene. Le parole così formate hanno sia funzione di complemento diretto che di complemento indiretto.
Es. Glielo dico (Io dico a lui questa cosa)

Le forme e si sono riflessive. può essere anche rafforzato dalla parola stesso. Esse vengono usate quando il soggetto coincide con il complemento oggetto o con il complemento indiretto.
Es. Claudio si lava (lava se stesso)

Nel caso del pronome personale complemento (sia diretto che indiretto) le forme forti vanno sempre dopo il verbo, mentre se utilizziamo le forme atone esse possono essere enclitiche (seguono cioè il verbo e si legano ad esso) o proclitiche (anticipano il verbo).

Es. Hanno visto te (te = complemento diretto, 1° pers.sing., forma tonica)
Non escono con lui (lui = complemento indiretto, 3° pers.sing., forma tonica)
Gli chiedi qualcosa (Gli = compl.indiretto, 3° pers.sing., forma atona, proclitica)
Chiedigli qualcosa (gli = compl.indiretto, 3° pers.sing., forma atona, enclitica)

I pronomi personali riferiti alla stessa cosa, persona o animale devono apparire all’interno della frase una sola volta, è sbagliato ripeterli.

Es. A me mi piace (è scorretto, nonostante sia attestato frequentemente nell’uso).
A Giovanna, devo dirle (anche in questo caso sarebbe errato perché le sta per “a Giovanna”, ma nel parlato per enfatizzare il nome è possibile utilizzarlo).

Altrettanto scorretto è l’uso di gli (maschile) al posto di le (femminile).

Rossella Monaco


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