grammatica italiana

I modi verbali




Il modo, secondo Moretti-Orvieto (1983:8), è “il tipo di comunicazione che il parlante instaura col suo interlocutore” o “l’atteggiamento che il parlante assume verso la sua stessa comunicazione”.

Il modo indicativo indica la realtà di un’azione, un fatto certo.

Es. Giovanna mangia la marmellata.

 

Il congiuntivo non esprime un’osservazione oggettiva, piuttosto un qualcosa di ipotetico, voluto o meno, un allontanamento dall’azione che può essere desiderata, temuta, supposta, voluta.

Es. Vorrei che tu mi ascoltassi.                                                           

Ho paura che tu non capisca.

 

Il condizionale dà invece l’idea di un condizionamento all’azione, quasi sempre non dipendente dal soggetto.

Es. Giocherei a calcio (se non mi facesse male la gamba).

 

L’imperativo ci fa capire subito che ci troviamo di fronte a un ordine da eseguire. 

Es. Mangia la carne!

 

Per quanto riguarda il participio, il futuro e il gerundio, in realtà non esprimono nessuna di queste modalità comunicative, ma prendono a prestito, dai modi finiti sopracitati, il valore di modo. Sono detti anche “forme nominali del verbo” perché spesso sono utilizzati con valore nominale o aggettivale.

Es. Affettato, è pronto per essere messo in forno.

Parleremo nel dettaglio di ogni modo, nelle sezioni dedicate.


Rossella Monaco


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