grammatica italiana



Indice

Ortografia della lingua italiana

I segni di interpunzione

L’uso del punto fermo

L'uso della virgola

Il punto e virgola

I due punti

Punto interrogativo

Punto esclamativo

L’uso dei tre puntini

Uso delle parentesi



Uso delle virgolette

D eufonica

Maiuscole

Elisione

Troncamento

L’uso degli accenti


Analisi grammaticale

Il sostantivo

Nomi comuni

Nomi propri

Nomi collettivi

Nomi concreti

Nomi astratti

Nomi alterati

Nomi numerabili

Nomi non numerabili

Nomi difettivi

Nomi sovrabbondanti

L'avverbio

Aggettivi



Pronomi

Pronome personale

Pronome possessivo

Pronome dimostrativo

Pronome relativo



Gli articoli


Articolo determinativo

Articolo indeterminativo



Il verbo

Verbi transitivi

Verbi intransitivi

I verbi ausiliari

I verbi impersonali


Modi verbali

Indicativo

Imperativo

Condizionale

Congiuntivo

Infinito

Participio

Gerundio



Preposizioni

Preposizioni articolate

Congiunzioni

Le interiezioni



Analisi logica


Soggetto

Predicato verbale

Predicato nominale



Complementi

Complemento oggetto



Analisi del periodo

Proposizione semplice

Proposizione semplice ellittica

Proposizione complessa

Proposizione complessa ellittica

Proposizione composta

Proposizioni subordinate

Proposizioni correlative

Incidente

Il punto interrogativo




Il punto interrogativo è un segno di punteggiatura relativamente recente. Inizia la sua avventura circa nel X secolo, sostituendo la parola latina quaestio. Se notate bene la sua forma, esso apparirà come una “q” che sormonta una “o”, un’abbreviazione diffusamente utilizzata dagli amanuensi.





Storia a parte, il suo uso è abbastanza semplice e intuitivo: lo troviamo nelle domande, siano esse espressione di un dubbio o di una richiesta.

Posso aprire la porta?

Qual era il nome di Manzoni?

Era giallo o nero?

 

Esso può indicare anche sarcasmo e sospetto se racchiuso tra due parentesi tonde.

Mi hanno detto che hai eseguito tutti i compiti alla perfezione (?)

 

Negli incisi è possibile scegliere se utilizzare o meno il punto interrogativo.

Mercoledì prossimo, chissà perché?, verranno i miei zii.

Mercoledì prossimo, chissà perché, verranno i miei zii.

 

Dopo il punto interrogativo va la lettera maiuscola se si tratta di uno stacco netto con la frase precedente o della risposta alla domanda. Se invece siamo di fronte a una successione è possibile utilizzare la lettera minuscola.

Volete tornare indietro, ora? e farmi fare uno sproposito? (Manzoni, I promessi sposi, 1842)

Il punto interrogativo è molto importante per l’intonazione della frase ed è fondamentale accorgersi della sua presenza nel testo per leggere correttamente. Gli spagnoli, avendo una lingua molto incentrata sul suono e la fonetica, inseriscono il punto di domanda capovolto all’inizio della frase interrogativa, oltre che alla fine, per indicare un mutamento di impostazione della voce sin dal principio, a scanso di equivoci. Lo stesso accade per il punto esclamativo. La regola è stata introdotta in Spagna solo in epoca recente, nella metà del Settecento. Prima di allora i cugini spagnoli seguivano lo stesso precetto della lingua italiana, avendo come base comune il latino.

Rossella Monaco


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