grammatica italiana

Il passato prossimo




Il passato prossimo è uno dei tempi del modo indicativo. La stessa definizione di “passato prossimo” è al vaglio degli esperti perché le funzioni di questo tempo verbale non sono semplicemente ascrivibili a un’azione avvenuta di recente, in un passato “prossimo” a chi parla.

Il passato prossimo può indicare un’azione che è relativa al passato ma non per forza anteriore al momento dell’enunciazione.  Essa può essere considerata anteriore solo rispetto alla proposizione principale.

Es. Se Maria non ha mangiato la pasta entro due minuti, la mando a casa

Ma il passato prossimo può anche indicare un’azione che sotto il profilo psicologico può essere considerata attuale, in virtù della perseveranza degli effetti. Si può dire che, rispetto al passato remoto, il passato prossimo non sia in grado di collocare con precisione nel passato un fatto né di definirlo temporalmente a una determinata data, a un giorno o a un’ora certi. La distanza temporale rispetto al momento dell’enunciazione non costituisce comunque un margine rigido nella scelta tra passato prossimo e passato remoto.  

Es. Maria mangiò la pasta per la prima volta nel 1986.

Maria ha mangiato la pasta per la prima volta nel 1986.

Maria ha mangiato la pasta stamattina. (Riferimento temporale non puntuale).

L’azione espressa da un passato prossimo è in grado di rivivere nei suoi riflessi successivi.

Es. Mi sono molto allenato nel corso degli anni (per questo motivo oggi sono pronto per affrontare la prova atletica).

Senza contare che il passato prossimo avvicina l’azione a chi legge, con l’effetto per il lettore di vivere con maggiore partecipazione il fatto, cosa che non avviene con l’utilizzo del passato remoto che invece sottolinea il distacco.

Es. Lucia attraversò la strada e venne investita dall’auto.

Lucia ha attraversato la strada ed è stata investita dall’auto.

Per le varianti “regionali” del passato prossimo, si veda la scheda relativa all’uso del passato remoto.

Rossella Monaco

 

 


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