grammatica italiana

Il passato remoto




Il passato remoto è un tempo semplice dell’indicativo e indica un’azione nel passato, anteriore rispetto a chi parla, che non ha nessun legame con il presente.

È il tempo della precisione e della nettezza, perché in grado di inserire l’azione in coordinate temporali marcate, compiute.

Es. Giovanna mangiò una mela. (Proprio in quel momento ben definito).

Ma queste definizioni, da sole, non bastano a distinguere, nell’uso, il passato remoto con il passato prossimo.  

Nella lingua letteraria e ugualmente nel parlato, nei secoli scorsi, trovavamo il passato remoto a far le veci del prossimo, anche quando si trattava di un fatto accaduto qualche minuto prima.  

Negli ultimi tempi, invece, il passato remoto è stato sempre più incalzato dalla diffusione del passato prossimo, soprattutto nel parlato. Nelle regioni dell’Italia settentrionale è già molto diffuso l’uso del tempo composto per indicare azioni nel passato, e l’anteriorità e la nettezza temporale rispetto al presente non costituiscono più un discrimine nella scelta tra i due tempi (come del resto è già successo nella lingua francese tempo fa). Nelle regioni meridionali, resiste il passato remoto, anche nel parlato; troviamo però anche qui una crescita imponente dell’utilizzo del passato prossimo, a sfavore del primo.

Es. I miei genitori si sono sposati nel 1985.

I miei genitori si sposarono nel 1985.

L’effetto ottenuto dall’utilizzo di questi due tempi è alquanto diverso. Il passato prossimo dà l’impressione di vicinanza, di maggior coinvolgimento nella vicenda, a volte. Il passato remoto tende a collocare l’azione, anche psicologicamente, nel passato.

Nella lingua scritta, sia a Nord che a Sud, il passato remoto resiste ancora. Lo troviamo ben saldo nella trattatistica storica e biografica, e in narrativa, indipendentemente dal registro linguistico utilizzato, sia esso alto o basso.

Es. Il neorealismo si diffuse in Italia alla fine della Seconda Guerra Mondiale;

Pascoli nacque a San Mauro di Romagna il 31 dicembre 1855.

Infine, troviamo il passato remoto in formule cristallizzate e in alcune frasi proverbiali (passato remoto gnomico o acronico) senza alcun riferimento alle circostanze temporali e al contesto.

Es. Prete spretato e cavolo riscaldato non fu mai bono. (Antico proverbio toscano).

 


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